co-branding

Perché i marchi fanno Co-Branding? 

Vi è mai capitato di scoprire un prodotto realizzato da due diversi brand?
Se la risposta è sì, allora siete stati gli obbiettivi di un progetto di Co-Branding!
Vediamo assieme questa particolare branca del marketing. 

 

Cosa significa Co-branding? 

Potremmo descrivere il co-branding come una forma di collaborazione tra due brand, che decidono di unire i rispettivi valori per realizzare progetti dai benefici reciproci. 

Parliamo quindi di un rapporto stipulato attraverso un contratto, in cui i brand firmatari definiscono un piano di marketing congiunto. 

 

Quali sono i vantaggi del co-branding? 

Prima di poter definire quali sono i benefici ottenibili attraverso un’operazione di questo tipo, ci teniamo a soffermarci sul rapporto alla sua base. 

Ogni marchio possiede una brand identity, ovvero un sistema di valori comprendente sia i caratteri della marca, sia la percezione di quest’ultima da parte del pubblico di riferimento (target).
Quando due marchi decidono di collaborare, mettono a rapporto le proprie identità e un’operazione di questo tipo, sviluppata in modo errato, danneggia entrambe.
 

Questo accade perché uno dei principali e maggiori vantaggi di un co-branding è l’aumento della notorietà, ovvero la conoscenza da parte del pubblico del brand in questione.
Ogni marchio possiede un’identità più o meno forte rispetto alle altre, quindi:
 

nel caso in cui la collaborazione si sviluppi tra un brand conosciuto e uno meno conosciuto, una realizzazione sbagliata potrebbe danneggiare il primo a vantaggio del secondo, o potrebbero trarne entrambe uno svantaggio. 

Nel caso si voglia aumentare la propria notorietà, è bene che non ci sia un eccessivo dislivello tra i due marchi. 

Una seconda motivazione alla base del Branding cooperazionale è la brand extension.
Quando un marchio vuole ampliare il proprio raggio d’azione all’interno di un mercato dove non è radicato, è possibile chiedere ad un’azienda già forte in quel segmento di mercato di supportarla, in modo da “cedere” una dose della sua fiducia nel pubblico.
 

 

Esempi di co-branding 

 

Coca Cola & Jack Daniels – ready to drink 

Le due aziende hanno recentemente lanciato un cocktail co-branded, “ready to drink”.
Il prodotto è nato come scorciatoia per gli amanti del celebre Jack & Coca.

Il lancio verrà effettuato in Messico, ma a fine 2022 sarà presente anche all’interno dei mercati europei.
Questo drink verrà presentato in due flavours: il classico e quello senza zucchero.
 

“Due icone americane si sono unite per offrire ai consumatori un’esperienza di gusto coerente, comoda e facile da trasportare“  

Afferma la direzione di Coca-Cola. 

Questa collaborazione è nata dalla presenza comune dei due brand come market leader del settore beverage, e in questo modo entrambe le aziende beneficeranno del rispettivo pubblico. 

co-branding Coca Cola
co-branding Coca Cola

Redbull e Go Pro 

Cos’hanno in comune un marchio di macchine fotografiche come Go Pro e l’energy drink Redbull?
In questo caso, l’affinità non si basa su una concomitanza a livello di prodotto, ma di identità.
 

I due marchi, infatti, riflettono lo stesso tipo di lifesyle: l’adrenalina, l’azione, l’avventura. 

RedBull è famosa per aver sponsorizzato svariati atleti ed eventi all’insegna dello sport adrenalinico, e grazie alla partnership con Go Pro, l’esperienza videoludica legata a questi ultimi si realizza nel modo migliore possibile. 

 

BMW & Louis Vuitton 

La casa automobilista e la firma di moda hanno collaborato per realizzare una linea di accessori da viaggio unita, a livello di design, con un modello BMW.
Il motivo di questa collaborazione?

Entrambi i brand operano nel settore del business dei viaggi di lusso e, unendo le proprie risorse, hanno realizzato un set coordinato indispensabile ad ogni viaggiatore: valige e auto. 

Co-branding - BMW Luois Vuitton
Co-branding – BMW Luois Vuitton

Apple & Mastercard – Apple Pay 

Quando Apple ha annunciato il lancio della funzione Apple Pay, per la prima volta, le persone hanno potuto effettuare acquisti in loco direttamente tramite telefono cellulare.
Per fare questo, però, c’era bisogno di una società di carte di credito che fornisse il servizio.
L’azienda americana ha quindi contattato Mastercard, con cui ha realizzato questo modello di pagamento che oggi è dominio comune.

Co-branding - Apple e Mastercard
Co-branding – Apple e Mastercard