La semiotica, ossia lo studio del linguaggio, è uno strumento fondamentale all”interno del marketing pubblicitario. Infatti, è necessario per intendere come i diversi marchi utilizzano la pubblicità per sponsorizzare un nuovo prodotto, per farsi conoscere maggiormente o per restare impressi nella menta del consumatore.
I brand, difatti, non comunicano tutti nello stesso modo. Perché scelgono proprio quella pubblicità? Quella foto? O, ancora, quella canzone? E’ importante riuscire ad individuare il messaggio che le aziende cercano di mandarci. Infatti, esistono svariate tipologie di linguaggi attraverso il quale le maison possono comunicare.
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Cos’è il marketing pubblicitario?
Il marketing pubblicitario è un insieme di tecniche e principi che i brand utilizzano per comunicare i bisogni degli utenti e, quindi, tramutarli in un’occasione per guadagnare. Infatti marketing e pubblicità, come spesso si pensa, non sono la stessa cosa. Tant’è che il marketing pubblicitario è una sfera del marketing.
Attraverso la pubblicità un brand paga per fare in modo che qualcuno parli di lui e dei suoi prodotti al consumatore. Difatti, essa si divide in due step. Ossia: ideare un’inserzione; trovare una terza parte che la sponsorizzi e pagarla. Questa tecnica è molto costosa per un marchio, difatti spesso non è pronto per eseguirla poiché non ha una buona strategia di marketing alla base.
Anche se con l’avvento dei blog e dei social media questo è cambiato. Effettivamente, ora sponsorizzare un prodotto o un’azienda è diventato molto più semplice. Infatti, esistono svariate possibilità per riuscire a fare arrivare un messaggia ai consumatori prescelti. Anche in ambito economico vi è stato un cambiamento. Utilizzare i social network o i blog per fare arrivare dei nuovi utenti al tuo brand non è più così caro.

A questo punto cos’è, però, la semiotica?
Dare una definizione specifica del concetto di semiotica è complesso. Quella più conosciuta la rappresenta come la disciplina che studia i segni ed il loro significato. Quindi, essa si occupa di dare un significato ai segni. Infatti, spesso è stata descritta come la scienza della significazione.
La semiotica, prima di tutto, è una parola che deriva dal greco e significa, per l’appunto, “segno“. Quindi, è necessario specificare che vi è una differenza tra simboli e segni. Difatti, i primi rappresentano delle raffigurazioni grafiche, mentre i secondi trattano la comunicazione verbale.
La disciplina presa in considerazione, effettivamente, si occupa di analizzare la moda, la pubblicità, la letteratura, le scienze sociali, le culture, il marketing, il cinema, le arti visive, le lingue ed i linguaggi e tanti altri strumenti.
La semiotica è una materia che spesso viene studiata durante i corsi di linguistica ed in particolar modo con lo studioso Ferdinand de Saussure che è il padre della disciplina. La definisce come:
“Si può dunque concepire una scienza che studia la vita dei segni nel quadro della vita sociale; essa potrebbe formare una parte della psicologia sociale e, di conseguenza, della psicologia generale: noi la chiameremo sèmiologie (dal greco semeion “segno”). Essa potrebbe dirci che consisto i segni, quali leggi li regolano.”
Mentre descrive il segno linguistico come “un’entità psichica con due facce: significante/significato”. In cui il significante rappresenta un’immagine acustica, invece il concetto è il significato, che trasmette le caratteristiche che descrivono il segno.

Come influisce la semiotica nel marketing pubblicitario?
La semiotica viene applicata nel marketing pubblicitario cercando di capire tutte le modalità in cui un prodotto viene sponsorizzato. Infatti, si concentra nel legame che esiste tra la realtà del brand ed il messaggio pubblicitario che prova a comunicare.
Gli studi di questa disciplina applicati al marketing pubblicitari sono stati svolti la prima volta dal francese Jean Marie Floch. Lo studioso ha creato, appunto, il concetto di “Quadrato semiotico” che pone argomenti opposti per spiegare un fenomeno. Difatti, anche all’interno del mondo pubblicitario esiste l’opposizione. Ovvero, tra le persone che credono che il prodotto si identifica con la riuscita della pubblicità e tra chi sostiene che essa aggiunga valore a quello che sta sponsorizzando.
Da questa teoria nascono quattro diverse tipologie di promozione, ossia quella sostanziale, quella obliqua, quella mitica e quella referenziale.
Pubblicità sostanziale
Tramite la pubblicità sostanziale al centro della promozione vi è proprio il prodotto e questo avviene attraverso aspetti come i costi ed i benefici ed la qualità ed il prezzo.
In questo caso, quello che fa la differenza nel momento d’acquisto è l’esaltazione che viene creata nell’acquirente per degli aspetti realistici del marchio.
Pubblicità obliqua
Questa tipologia di pubblicità si basa sull’ironia e sui doppi sensi, nei giorni nostri è quella che attira maggiormente l’attenzione e, quindi, è quella maggiormente utilizzata. Attraverso lo stupore il brand riesce a convincere il consumatore a comprare il prodotto.
Pubblicità referenziale
La pubblicità referenziale descrive esattamente il prodotto che un determinato marchio sta provando a vendere. In questo modo, il consumatore può rispecchiarsi nei principi e nella realtà dell’azienda e quindi può soddisfare il suo reale bisogno di acquistare l’oggetto rappresentato.
Pubblicità mitica
La pubblicità mitica è l’esatto opposto di quella referenziale. Attraverso ad essa il brand crea dei mondi completamente irrealistici, in questo modo permette al consumatore di sognare. Quindi, la vendita aumenta tramite le immagini e le parole che vengono utilizzate durante la promozione e che proiettano l’utente in realtà lontane, fantastiche e che ha sempre desiderato.
