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Gli spot pubblicitari del Super Bowl 2022

In questo articolo parliamo degli spot pubblicitari di uno degli eventi televisivi più seguiti al mondo: il Super Bowl.

Il Super Bowl è un momento fondamentale per il mondo della pubblicità, dal momento che garantisce ad ogni brand una visibilità che conta centinaia di milioni di persone. Scopriamo insieme l’edizione 2022.

 

Il Super Bowl: un mercato d’oro di spot pubblicitari

Il Super Bowl è l’evento sportivo più seguito dagli americani e dagli amanti del football in generale.
Dietro il grande seguito legato alla finale di Nfl (National Football League), troviamo anche altri attesissimi momenti, tra cui i break pubblicitari.
In America, infatti, esiste un vero e proprio culto per la pubblicità.
Centinaia di Brand di fama mondiale investono milioni di dollari per ottenere uno spazio durante i break pubblicitari, e mandare in onda i propri spot.

Il Super Bowl è un’occasione unica per il mondo della creatività pubblicitaria.
Il pensiero comune per cui uno spot non nasce principalmente per intrattenere, ma per informare, durante questo evento viene ribaltato.

Al Super Bowl arrivano solo spot che, prima di tutto, affascinano lo spettatore.

 

Il mercato pubblicitario del Super Bowl

Il Super Bowl è un evento seguito da più di cento milioni di spettatori solo in America.
Questo dato suggerisce quanto valore possa avere uno spazio pubblicitario posizionato all’interno dei break.

Mediamente, il costo per ogni “slot” di 30 secondi varia dai 5 ai 7 milioni di dollari.
Una cifra impressionante, ma che rappresenta un investimento sicuro a fronte dei cento e più milioni di spettatori che seguono la finale Nfl.

La Nbc Sports Group ha dichiarato che, quest’anno, la vendita di ogni slot pubblicitario da 30 secondi è arrivata a 6.5 milioni di dollari. Si tratta del prezzo pubblicitario più costoso della storia del Super Bowl: rispetto all’edizione del 2018, il prezzo è salito del 20%.

Ogni slot ha un prezzo che varia a seconda di diversi fattori, tra cui il posizionamento nella scaletta e la durata del singolo spot.
Molte aziende, infatti, ammortizzano il costo degli spazi al Super Bowl girando pubblicità di 15 secondi, mentre altre preferiscono investire maggior denaro e ottenere così spazi che possono durare dai 45 ai 60 secondi.

 

Il Super Bowl 2022 apre le porte alle Cryptovalute

I ricavi del Super Bowl di quest’anno hanno visto un incredibile incremento grazie all’arrivo delle criptovalute.
Si parla infatti di Cryptobowl, titolo che deve la sua esistenza all’ingente numero di inserzionisti di criptovalute all’interno degli spazi pubblicitari. Tra questi si annoverano FTX Trading Ltd e Crypto.com.

Il titolo Cryptobowl è anche dovuto al fatto che il Super Bowl 2022 si è tenuto in uno stadio californiano di proprietà della Sofi, una società che tratta di cryptotrading.

L’entrata nel mondo dello sport americano da parte delle criptovalute era già stata anticipata dall’acquisto da parte della già citata Crypto.com, dei diritti di nominazione dello Staples Center di Los Angeles, ora conosciuto con il nome di arena Crypto.com.

 

Gli spot pubblicitari del Super Bowl 2022: largo spazio ai testimonial

L’edizione del Super Bowl di quest’anno sembra aver avuto una certa preferenza per gli spot pubblicitari che utilizzano i testimonial.

Tra le 70 (circa) pubblicità di quest’anno, quindici hanno presentato dei testimonial, prevalentemente attori. I dati ricavati sono interessanti: il 20% degli spot pubblicitari del Super Bowl di quest’anno hanno impiegano uno o più testimonial.
Come mai avviene questo fenomeno?

Abbiamo parlato dell’uso del testimonial in un precedente articolo, declinandolo all’interno del mondo delle mascotte pubblicitario.
Il testimonial è uno strumento di grande efficacia per un brand, dal momento che esso si avvale di diverse, efficaci funzioni. Analizziamole assieme.

In primo luogo, il testimonial ha qualità ben definite, che gli vengono garantite dalla sua notorietà tra il pubblico.
Se messe in rapporto con il prodotto, queste qualità vengono trasferite a quest’ultimo e, secondariamente, al brand.

Le qualità positive di un testimonial, quando sono in linea con quelle di un brand, riconfermano la veridicità dell’identità del marchio, portando il consumatore a pensare più facilmente al brand come un compagno affidabile e di qualità.

Quelle sopracitate sono solo due delle svariate ragioni per cui un marchio è portato ad utilizzare un testimonial all’interno dei propri spot.
Questo è il motivo per cui, durante il Super Bowl di quest’anno, moltissimi brand si sono avvalsi dei servizi offerti dai testimonial.

Possiamo menzionare Scarlett Johansson nello spot di Amazon, Mattew McConaughey per Salesforce, Arnold Schwarzenegger e Salma Hayek per BMW, Ewan McGregor per Expedia, Zendaya per Squarespace, Will Smith per la piattaforma streaming Peacock, Mila Kunis e Demi Moore per AT & T.

 

Gli spot pubblicitari del Super Bowl 2022: la nostra selezione

Di seguito la nostra selezione degli spot pubblicitari più creativi del Super Bowl di quest’anno.

 

Meta: Old Friends. New Fun

Il Metaverso è senza dubbio la novità del 2022. Meta, la multinazionale di Mark Zuckerberg, ha annunciato ufficialmente il Metaverso al mondo attraverso uno spot pubblicitario di 2 minuti, i cui protagonisti sono pupazzi.
La storia è toccante: una band di pupazzi si trova divisa dopo che il locale dove suonano chiude per sempre, ma all’interno del Metaverso, il gruppo può rincontrarsi e suonare proprio nel locale che, nel mondo reale, non esiste più.
Da qui il claim “Old Friends, New Fun”

Amazon: Mind reader

In questo divertentissimo spot, Amazon ci porta in casa dell’attrice Scarlett Johansson e del suo compagno, i quali possiedono un dispositivo Alexa. Il device conosce così bene le abitudini dei due, che alla fine si rivela una coscienza automatica, svelando quello che ognuno pensa sull’altro. Anche quando non dovrebbe.

Uber Don’t Eats

Uber eats è un’App che consegna cibo a domicilio, ma a poco a poco ha espanso il suo servizio su tutti gli articoli acquistabili in un supermercato. Questo porta i clienti alla confusione: qualsiasi cosa spedita da Uber Eats, dovrebbe essere commestibile, perché il packaging dice così.
Una trovata geniale per segnalare la brand extension del marchio di delivery.